Traffico, motorini e tavolini sotto casa: se il rumore entra in casa, forse il problema sono le finestre

Hai presente quel momento in cui chiudi le finestre… ma il rumore resta? È luglio. Fuori c’è vita: motorini che passano, auto nel traffico, persone che chiacchierano, tavolini pieni davanti al bar sotto casa. Chiudi le finestre per accendere il climatizzatore e speri finalmente di goderti un po’ di tranquillità. Poi senti ancora tutto. Il clacson all’incrocio. La moto che accelera. Le sedie trascinate sul marciapiede. Le risate che arrivano dalla strada. Se ti succede spesso, è normale chiedersi: le mie finestre stanno davvero isolando come dovrebbero? Il rumore non passa attraverso il vetro. Passa attraverso tutto il serramento. Quando si parla di isolamento acustico, molti pensano che basti montare un doppio vetro. In realtà, il vetro è solo uno degli elementi che fanno la differenza. Per ridurre davvero il rumore servono un serramento progettato per l’isolamento acustico, vetri specifici, guarnizioni efficienti e una posa eseguita correttamente. Basta una piccola infiltrazione d’aria o una sigillatura non perfetta perché parte del rumore riesca comunque a entrare. ? Lo sapevi? Le prestazioni acustiche di una finestra vengono misurate in laboratorio e certificate secondo norme europee. Per questo motivo due finestre esteticamente molto simili possono offrire livelli di isolamento completamente diversi. Come capire se il problema sono davvero le finestre Non servono strumenti particolari. Chiudi completamente le finestre e fermati qualche secondo ad ascoltare. Se continui a distinguere chiaramente il traffico, le conversazioni o il rumore proveniente dalla strada, vale la pena approfondire. Attenzione però: non sempre la responsabilità è degli infissi. Anche il cassonetto della tapparella, la porta d’ingresso, le pareti o altri elementi della casa possono contribuire a far entrare il rumore. Per questo motivo una valutazione tecnica prende sempre in considerazione l’intera abitazione. ⚠️ L’errore che fanno in molti Pensare che tutte le finestre nuove siano automaticamente “antirumore”. Non è così. Due serramenti possono avere lo stesso aspetto ma prestazioni acustiche completamente diverse. La differenza la fanno il tipo di vetro, il telaio, le guarnizioni e, soprattutto, la qualità della posa. Quando vale davvero la pena sostituire gli infissi? Se la tua casa si affaccia su una strada molto trafficata, sopra un bar o un locale aperto fino a tardi, vicino a una scuola, a una ferrovia, a un aeroporto o in una zona particolarmente frequentata, il rumore esterno può diventare parte della tua quotidianità. Magari ci hai fatto l’abitudine, ma questo non significa che non influisca sul tuo benessere. Dormire con i clacson in sottofondo, essere svegliati dal passaggio dei motorini o sentire le conversazioni dei tavolini sotto casa può compromettere la qualità del sonno e rendere meno piacevoli anche i momenti di relax. In questi casi, scegliere finestre progettate per offrire un elevato isolamento acustico può migliorare sensibilmente il comfort della casa. Il beneficio non è solo quello di sentire meno rumore. Significa lavorare da casa con maggiore concentrazione, guardare un film senza alzare continuamente il volume o, semplicemente, ritrovare quel silenzio che spesso ci accorgiamo di aver perso solo quando finalmente lo riscopriamo. ? Da ricordare ✔️ Non tutte le finestre isolano dal rumore allo stesso modo. ✔️ Vetro, telaio, guarnizioni e posa lavorano insieme per garantire il comfort acustico. ✔️ Se il rumore entra anche con le finestre chiuse, una verifica tecnica può aiutarti a individuare la causa e la soluzione più adatta. Il silenzio è uno di quei comfort che spesso diamo per scontati. Finché non ci manca. Se stai pensando di sostituire gli infissi e vuoi capire quali prestazioni acustiche sono davvero adatte alla tua casa, vieni a trovarci in showroom. Potrai confrontare diverse soluzioni, toccare con mano i materiali e ricevere una consulenza personalizzata dai nostri tecnici. Ti aspettiamo da GruppoDiFazio per scoprire come una finestra può cambiare non solo ciò che vedi fuori… ma anche quello che senti dentro casa.

Condensa sui vetri in casa: ecco cosa sta cercando di dirti la tua finestra

Ti è mai capitato di svegliarti una mattina e trovare i vetri completamente appannati? La prima reazione è quasi sempre la stessa. “Le finestre sono da cambiare.” In realtà, nella maggior parte dei casi non è così. La condensa è un fenomeno del tutto normale. Il vero problema è capire dove si forma, perché è proprio lì che la tua finestra ti sta dando una risposta. La finestra ti sta parlando. Devi solo capire cosa ti sta dicendo. Se la condensa compare all’esterno del vetro, puoi tirare un sospiro di sollievo. Sì, hai letto bene. Significa che la finestra sta trattenendo il calore all’interno della casa e sta isolando correttamente. Il vetro esterno rimane più freddo e l’umidità presente nell’aria si trasforma in piccole goccioline. È un fenomeno che, soprattutto nelle mattine fredde, è assolutamente normale. La situazione cambia quando la condensa compare all’interno dell’abitazione, sul lato del vetro rivolto verso casa. In questo caso il problema potrebbe non essere la finestra, ma l’aria che respiri ogni giorno. Docce calde, bucato steso in casa, poca ventilazione e un’umidità elevata possono far comparire facilmente i vetri appannati. ? Lo sapevi? Un livello di umidità compreso tra il 40% e il 60% è generalmente considerato il più confortevole per gli ambienti domestici. Sopra questi valori aumenta il rischio di condensa e, nel tempo, anche quello di muffa. C’è però un caso in cui non bisogna aspettare. Se la condensa si trova tra i due vetri, cioè nello spazio interno della vetrocamera, la situazione è diversa. In quel caso non puoi eliminarla con un panno. Significa che la sigillatura del vetro isolante si è deteriorata e che la vetrocamera ha perso parte delle sue prestazioni. Non è un problema estetico. È un problema tecnico. L’errore che fanno in molti Pensare che tutta la colpa sia delle finestre. In realtà, sostituire gli infissi senza aver capito l’origine della condensa rischia di non risolvere nulla. Prima di prendere una decisione è sempre meglio valutare anche altri aspetti della casa, come la ventilazione degli ambienti, l’isolamento delle pareti e la presenza di eventuali ponti termici. ? In breve ✔️ Condensa sul lato esterno del vetro? È un buon segno: l’infisso sta isolando correttamente. ✔️ Condensa sul lato interno? Controlla il livello di umidità e il ricambio d’aria della casa. ✔️ Condensa tra i due vetri? È il momento di far verificare la vetrocamera da un professionista. La condensa non è un nemico. È un messaggio. E spesso basta sapere leggerlo per capire se tutto funziona come dovrebbe o se è arrivato il momento di intervenire. Se hai dubbi sul comportamento delle tue finestre, una consulenza tecnica può aiutarti a capire l’origine del problema e trovare la soluzione più adatta, senza sostituzioni inutili.

Microventilazione: la funzione nascosta delle finestre che migliora il comfort estivo

La microventilazione delle finestre del Gruppo Di Fazio può contribuire a ridurre la percezione del caldo in casa, soprattutto perché favorisce un ricambio d’aria controllato senza dover spalancare completamente le finestre. Durante i periodi di caldo intenso, il punto non è far entrare aria continuamente, ma farla entrare nei momenti giusti. Come aiuta concretamente La microventilazione crea una piccola apertura dell’anta, una fessura controllata che permette all’aria interna, calda, umida e viziata, di uscire gradualmente e all’aria esterna più fresca di entrare. Il Ministero della Salute consiglia infatti di aumentare la ventilazione naturale nelle ore meno calde, ad esempio durante la notte, favorendo il rinnovo dell’aria interna con aria esterna più fresca. Questo è particolarmente utile perché il disagio percepito in casa non dipende solo dalla temperatura, ma anche da fattori come: umidità interna; aria stagnante; odori; attività in cucina; presenza di persone; elettrodomestici in funzione; calore accumulato da muri, pavimenti e superfici vetrate. La microventilazione aiuta a ridurre questa sensazione di “cappa” interna, rendendo gli ambienti più freschi e respirabili. Quando utilizzarla per combattere il caldo Per ottenere il massimo beneficio, è importante utilizzarla nei momenti corretti. Di notte, al mattino presto e nelle ore serali, la microventilazione può rimanere attiva per favorire il ricambio d’aria e disperdere il calore accumulato durante il giorno. Nelle ore più calde, indicativamente dalla tarda mattinata al pomeriggio, è invece preferibile mantenere le finestre chiuse e adeguatamente schermate. Se all’esterno si raggiungono temperature di 34-36 °C, la microventilazione potrebbe infatti favorire l’ingresso di aria ancora più calda. In queste situazioni risultano più efficaci tapparelle, persiane, tende tecniche e vetri ad alte prestazioni. Anche il Ministero della Salute indica la schermatura delle finestre e delle vetrate esposte a sud e sud-ovest come una delle misure più semplici ed efficaci per migliorare il comfort abitativo durante l’estate. Il vantaggio rispetto all’apertura completa della finestra Aprire completamente una finestra può provocare correnti d’aria improvvise e favorire l’ingresso di insetti, rumore, polvere e calore. La microventilazione, invece, consente un ricambio più graduale e costante, garantendo maggiore comfort e praticità nella gestione quotidiana degli ambienti. Non sostituisce il climatizzatore, ma può contribuire a ridurne l’utilizzo, soprattutto se abbinata a infissi performanti, schermature solari efficaci e a una gestione intelligente della casa. Anche ENEA suggerisce di privilegiare soluzioni graduali, economiche ed ecologiche per migliorare il comfort indoor prima di ricorrere all’accensione o al potenziamento degli impianti di climatizzazione.

Grandine e tapparelle: perché l’alluminio è la scelta più sicura per proteggere la tua casa

Negli ultimi anni gli eventi atmosferici estremi sono diventati sempre più frequenti. Tra questi, la grandine rappresenta una delle minacce più sottovalutate per le abitazioni: può danneggiare automobili, vetri, facciate e soprattutto sistemi oscuranti datati o di bassa qualità. Quando si sceglie una tapparella, infatti, non si tratta soltanto di oscurare una stanza o aumentare la privacy. Si tratta di installare una vera e propria barriera protettiva per la propria casa. Cosa succede durante una grandinata intensa? Le grandinate più violente possono generare chicchi di ghiaccio di dimensioni importanti, capaci di colpire con forza superfici esposte come finestre, serramenti e tapparelle. Le conseguenze più comuni sono: Ammaccature permanenti Deformazioni delle stecche Difficoltà di apertura e chiusura Riduzione della durata del sistema oscurante Costi di manutenzione o sostituzione Per questo motivo la scelta del materiale diventa fondamentale. Perché scegliere tapparelle in alluminio? L’alluminio rappresenta oggi una delle soluzioni più apprezzate per chi cerca resistenza, durata e sicurezza. 1. Maggiore resistenza agli urti Rispetto a materiali più leggeri o soggetti a deformazioni, l’alluminio offre una struttura particolarmente robusta, in grado di sopportare meglio gli impatti causati da eventi atmosferici come la grandine. 2. Durata nel tempo L’alluminio non teme umidità, pioggia o sbalzi termici. Mantiene le proprie caratteristiche nel corso degli anni senza deteriorarsi facilmente. 3. Protezione del serramento Una tapparella resistente contribuisce a proteggere anche finestre e infissi sottostanti, riducendo il rischio di danni alle superfici più delicate. 4. Design moderno Le moderne tapparelle in alluminio non offrono solo prestazioni elevate, ma anche un’estetica pulita ed elegante, perfetta sia per abitazioni contemporanee che per interventi di riqualificazione. Non tutte le tapparelle sono uguali Quando si parla di protezione, il materiale è importante, ma non è l’unico elemento da considerare. La qualità costruttiva, gli spessori utilizzati, il sistema di installazione e la corretta posa incidono in modo determinante sulle prestazioni finali del prodotto. Per questo motivo in GruppoDiFazio selezioniamo soluzioni progettate per durare nel tempo e installate da personale specializzato, affinché ogni componente possa esprimere il massimo delle proprie potenzialità. Proteggere oggi per evitare problemi domani Molti proprietari di casa iniziano a valutare la sostituzione delle tapparelle soltanto dopo aver subito un danno. In realtà la scelta più intelligente è prevenire. Investire in tapparelle in alluminio significa aumentare la sicurezza dell’abitazione, migliorare il comfort quotidiano e affrontare con maggiore tranquillità eventi atmosferici sempre più imprevedibili. Vuoi capire se le tue tapparelle sono ancora adeguate? Il nostro team è a disposizione per una consulenza gratuita e senza impegno. Analizzeremo le caratteristiche della tua abitazione e ti aiuteremo a individuare la soluzione più adatta per migliorare protezione, comfort ed efficienza. GruppoDiFazio Dal 1965 rendiamo le case più sicure, confortevoli e durature.

Posa in opera qualificata: la parte più importante che nessuno ti spiega

La posa in opera è la fase che trasforma un ottimo serramento in una finestra performante. Nonostante questo, spesso viene trascurata o affidata a installatori non qualificati. Con l’evoluzione normativa, la posa sta diventando una vera disciplina, con ruoli definiti, certificazioni e garanzie. La norma UNI 11673: quattro parti per la posa La norma UNI 11673 è suddivisa in quattro parti: UNI 11673-1: definisce progettazione e giunti di posa. Richiede che l’installazione trasferisca alla muratura le prestazioni certificate del serramento. UNI 11673-2: stabilisce le qualifiche dei posatori (EQF 2, 3 e 4) e le competenze necessarie. UNI 11673-3: fissa i requisiti per gli enti che erogano corsi di formazione e prevede aggiornamenti periodici per i posatori. UNI 11673-4: descrive i metodi di verifica della corretta posa, come il blower door test e l’analisi termografica, per individuare passaggi d’aria e ponti termici. L’obiettivo complessivo della norma è garantire al cliente che le prestazioni dichiarate dal produttore siano mantenute una volta installato il serramento. Verso la posa certificata: CAM e certificazioni EQF 3 e EQF 4 Il 3 dicembre 2025 è stato pubblicato il nuovo Decreto CAM (Criteri Ambientali Minimi), che entrerà in vigore il 2 febbraio 2026. Il decreto introduce l’obbligo di certificazione EQF3 ed EQF4 per i professionisti coinvolti nella progettazione della posa dei serramenti. Anche in caso di manutenzione ordinaria, il serramentista dovrà possedere le competenze per progettare e redigere lo schema di posa. L’EQF (European Qualifications Framework) prevede tre figure: Posatore junior EQF 2, equivalente a un apprendista. Posatore senior EQF 3, in grado di eseguire l’installazione secondo un progetto. Caposquadra EQF 4, installatore con competenze di progettazione che può redigere le tavole di posa e collaborare con il progettista. Con il nuovo decreto CAM, per ogni progetto di posa devono essere compilati documenti e tracciabilità: tavole operative, specifiche dei materiali, sequenza esecutiva e checklist di collaudo. A fine lavori viene rilasciata una garanzia di 10 anni sul nodo primario, che copre eventuali infiltrazioni o perdita di tenuta. Perché la posa è la parte più importante Un serramento installato male può causare dispersioni termiche, infiltrazioni d’aria e acqua, riduzione della vita utile e perdita di prestazioni energetiche. Per questo motivo, l’installatore deve: Eseguire un sopralluogo e rilevare le misure. Realizzare un progetto di posa con tavole operative, sequenza di installazione e scelta dei materiali. Installare seguendo il progetto, garantendo il corretto fissaggio meccanico del serramento alla muratura per evitare deformazioni e infiltrazioni. Effettuare collaudo e prove di tenuta (blower door test, prova all’acqua). Consegnare al cliente la documentazione: manuale d’uso e manutenzione, certificato di garanzia e disegni esecutivi. Sistemi di posa e soluzioni tecniche Per una posa corretta si utilizzano sistemi  che combinano controtelaio termico, nastri multifunzione, membrane traspiranti e materiali isolanti. Ad esempio: Controtelai termici in materiale isolante, che eliminano il ponte termico creato dai vecchi controtelai metallici. Nastri autoespandenti e membrane impermeabili per sigillare il giunto tra serramento e muratura, garantendo tenuta all’aria e all’acqua. Davanzali e soglie isolanti, per gestire il quarto lato ed evitare ponti termici. Cassonetti coibentati per gli avvolgibili, che riducono dispersioni termiche del 25 %. In passato la posa era considerata un intervento artigianale, oggi è una disciplina tecnica regolamentata da normative e destinata a diventare obbligatoria. La combinazione di progettazione accurata, posatori qualificati e sistemi di posa performanti è la sola garanzia di ottenere serramenti che mantengano nel tempo le prestazioni dichiarate. Dal 2026, con l’obbligo di certificazione EQF3 e EQF4, il mercato vedrà un innalzamento della qualità della posa e ciò porterà benefici sia agli utenti finali (migliore comfort, meno problemi) sia all’ambiente (minori dispersioni energetiche).

Ponti termici, infiltrazioni e muffa: quando il problema non è la finestra

Non sempre le criticità che appaiono attorno alle finestre dipendono dalla finestra stessa. In cantiere possono verificarsi errori di progettazione e di posa che generano ponti termici, infiltrazioni d’acqua, spifferi e muffa. Capire le cause aiuta ad evitarle. La maggior parte dei problemi nasce nel foro finestra Secondo il portale Finestre Oltre, in cantiere si riscontrano spesso infiltrazioni d’acqua, spifferi, umidità e muffa a causa di tecniche di posa obsolete e di progetti carenti. La mancanza di un ufficio tecnico che collabori con progettista e responsabile del cantiere può portare alla formazione di ponti termici e acustici nel foro finestra. Le conseguenze sono costi maggiori, mancanza di isolamento e contestazioni dai committenti. Gli errori più comuni sono: Quote sbagliate e allineamenti imprecisi del foro murario. Controtelai metallici: i controtelai in ferro, ancora molto diffusi, sono eccellenti conduttori di calore e creano un ponte termico che provoca condensa e muffa lungo il perimetro del foro. È consigliabile sostituirli con controtelai termici. Cassonetti non coibentati: il cassonetto rappresenta un punto critico e da solo può causare circa il 25 % delle dispersioni termiche del foro finestra. In caso di nuova costruzione bisogna installare cassonetti isolati, mentre in ristrutturazione vanno coibentati o sostituiti. Errata gestione del quarto lato del foro finestra e assenza di progetto del nodo di posa. Condensa e muffa: non sempre è colpa del serramento La formazione di condensa e muffa spesso genera la percezione di serramenti difettosi. Tuttavia, un articolo di Serramenti Pisa spiega che la condensa è un fenomeno naturale che si verifica quando l’aria calda e umida incontra una superficie fredda. Le cause possono essere: Eccessiva umidità in casa, dovuta a docce, cucina e asciugatura dei panni. In questo caso il serramento non ha colpe: è necessario arieggiare più volte al giorno, evitare di stendere i panni in casa o installare una ventilazione meccanica controllata. Superficie del vetro troppo fredda, tipica di serramenti datati o con vetro non isolante. La soluzione consiste nella sostituzione con serramenti performanti, vetri termici e, soprattutto, in una posa corretta che elimini i ponti termici. Prevenire i problemi con un progetto di posa Per evitare errori che si ripercuotono su costi e comfort bisogna progettare il foro finestra e la sua posa. La norma UNI 11673-1 stabilisce che la posa deve essere progettata e che tutti i materiali (nastri autoespandenti, membrane, controtelai) devono essere scelti in funzione delle prestazioni del serramento. È necessario: Definire le quote esecutive del foro e l’allineamento tra tamponatura interna ed esterna. Prevedere controtelai termici al posto di quelli metallici. Isolare i cassonetti o sostituirli con modelli coibentati. Gestire correttamente il quarto lato (davanzale/soglia) con materiali isolanti e sistemi di drenaggio. Le finestre possono essere erroneamente accusate di spifferi e muffa quando in realtà il problema nasce nel progetto e nella posa. Per evitare ponti termici e infiltrazioni è indispensabile curare il foro finestra: scegliere controtelai termici, cassonetti isolati e un progetto di posa qualificato secondo la norma UNI 11673. Inoltre, controllare l’umidità interna e ventilare regolarmente i locali aiuta a prevenire condensa e muffa. Solo con questa visione integrata le finestre potranno offrire prestazioni durature e comfort abitativo.

Classe energetica e trasmittanza: come leggere le etichette e non farsi ingannare

La scelta di un serramento non può prescindere dalla valutazione delle sue prestazioni energetiche. Termini come classe energetica, Uw, Ug e Uf compaiono nelle brochure e sulle etichette, ma spesso generano confusione. Questo articolo spiega in modo chiaro come leggere le etichette, quali sono i limiti di legge e come evitare trappole commerciali. Che cos’è la trasmittanza termica (Uw) La trasmittanza termica misura la quantità di calore che attraversa un elemento costruttivo per ogni grado di differenza di temperatura tra interno ed esterno; per le finestre si indica con Uw. La trasmittanza complessiva di un serramento dipende dalle prestazioni del vetro (Ug), del telaio (Uf) e dalla trasmittanza lineare del bordo vetro (Ψg). Per calcolare Uw si utilizza la formula riportata dalla norma UNI EN ISO 10077: Uw = (Ug•Ag + Uf•Af + Ψg•lg)/A. Un valore Uw basso indica un elevato isolamento termico. Gli infissi rappresentano uno dei punti più delicati dell’involucro edilizio, quindi scegliere serramenti con bassa trasmittanza è determinante per ridurre i costi di riscaldamento e raffrescamento. Limiti di legge e bonus fiscali La normativa italiana stabilisce limiti di trasmittanza termica sempre più stringenti. Per accedere a Ecobonus e Superbonus, i serramenti devono rispettare i valori Uw indicati nell’allegato E del D.M. 06/08/2020. Ad esempio, per le zone climatiche: Zona A/B: Uw ≤ 2,60 W/m²K. Zona C: Uw ≤ 1,75 W/m²K. Zona D: Uw ≤ 1,67 W/m²K. Zona E (Milano): Uw ≤ 1,30 W/m²K. Zona F: Uw ≤ 1,00 W/m²K. Se non si vuole accedere ai bonus ma si sostituiscono infissi di un ambiente riscaldato, occorre comunque rispettare i limiti del Decreto Requisiti Minimi: ad esempio, per la zona E il limite è 1,40 W/m²K. Oltre ai limiti di trasmittanza, il fattore solare g indica la percentuale di energia solare trasmessa all’interno; nei climi freddi conviene scegliere vetri con g elevato per sfruttare l’apporto gratuito dell’irraggiamento. Classe energetica degli infissi Molti produttori utilizzano etichette con classi da A (più efficiente) a G (meno efficiente). Secondo Verona Finestre, la classificazione energetica considera valore Uw, isolamento acustico, resistenza agli agenti atmosferici e fattore solare. Infissi di alta classe riducono i consumi e migliorano il comfort; per massimizzare il risparmio si possono abbinare a cappotto termico o vetri a bassa emissività. Tuttavia, la classe energetica dichiarata non garantisce da sola le prestazioni reali: se la posa non è eseguita a regola d’arte, il serramento disperso da ponti termici e infiltrazioni perde parte delle proprie performance. Per questo la norma UNI 11673 impone che le prestazioni certificate dal produttore siano mantenute dopo l’installazione. Come scegliere senza farsi ingannare Valuta il valore Uw: verifica i parametri Ug, Uf e Ψg e chiedi al produttore la certificazione secondo UNI EN 10077. Considera la zona climatica e scegli un Uw adeguato per ottenere bonus fiscali. Controlla l’etichetta energetica: classi A o B indicano infissi molto efficienti, ma considera anche fattore g e permeabilità all’aria. Chiedi un progetto di posa: le prestazioni reali dipendono dal nodo di posa; richiedi che l’installazione sia progettata e certificata secondo la UNI 11673. Diffida di offerte troppo economiche che prevedono posa rapida senza rimozione del vecchio telaio; la sovrapposizione peggiora la tenuta e riduce la luce del vetro. Conclusione Comprendere come si calcola la trasmittanza termica e leggere correttamente le etichette permette di scegliere serramenti realmente performanti. Ricordate che la classe energetica non è solo un colore sull’etichetta ma il risultato di calcoli precisi e di un’installazione qualificata. Un infisso con un Uw di 1,0 W/m²K installato male può comportarsi peggio di uno con Uw 1,4 W/m²K posato correttamente. Affidarsi a professionisti certificati e richiedere materiali conformi alla zona climatica è l’unico modo per ottenere prestazioni reali e risparmio energetico.

Quanto dura davvero una finestra? Dipende da posa e manutenzione

Le finestre sono elementi essenziali del comfort domestico e della prestazione energetica di un edificio. Spesso, però, chi cambia serramenti si chiede quanto durino davvero. La risposta non è legata soltanto al materiale, ma soprattutto a come viene installata la finestra e a come viene mantenuta nel tempo. La durata dipende da tre fattori Secondo un articolo di Tani Serramenti, la durata di un serramento dipende da qualità del prodotto, posa in opera e manutenzione. Una finestra installata correttamente dovrebbe durare almeno 30 anni. Se la posa non trasferisce correttamente le prestazioni del serramento alla muratura, si rischiano ponti termici, infiltrazioni e cali prestazionali. Posa corretta: perché incide sulla durata La norma UNI 11673 definisce come progettare e installare serramenti affinché le prestazioni certificate (isolamento termico e acustico, tenuta all’aria e all’acqua, sicurezza) siano mantenute dopo la posa. Tale norma richiede che i giunti di posa (connessione tra serramento, controtelaio e parete) siano performanti e congrui al prodotto; in caso contrario, un ottimo serramento può disperdere calore proprio nelle sue connessioni. Molti serramentisti propongono la posa in sovrapposizione, cioè montare la nuova finestra sul vecchio telaio per velocizzare i lavori. Questa pratica riduce la luce del vetro e peggiora la tenuta perché il serramento nuovo poggia su un vecchio controtelaio spesso marcescente. La soluzione consigliata dai professionisti consiste nella rimozione completa del vecchio telaio e nella preparazione del foro finestra secondo il progetto di posa, in conformità alla UNI 11673. Manutenzione ordinaria e programmata Anche il serramento più robusto necessita di cure. Dal 2010 il produttore è tenuto a consegnare al cliente un libretto d’uso e manutenzione che descrive come prendersi cura degli infissi. La manutenzione ordinaria consiste in controlli periodici secondo le indicazioni del libretto: pulire accuratamente profili e guarnizioni, verificare il corretto funzionamento di ante e serrature e lubrificare cerniere e maniglie. Una manutenzione ordinaria ben eseguita prevede: Pulizia profonda di profili, guarnizioni e asole di drenaggio. Verifica della movimentazione (ante a battente e scorrevoli) e regolazione se necessario. Lubrificazione di cerniere e serrature con prodotti specifici. Cura delle guarnizioni per mantenerle elastiche e sostituzione di quelle usurate. Controllo annuale: in condizioni normali basta una manutenzione ordinaria ogni anno; se l’infisso è esposto a agenti aggressivi (mare, inquinamento) è consigliabile un controllo ogni sei mesi. Quando i serramenti sono molto vecchi (oltre 20‑30 anni) o danneggiati, la manutenzione ordinaria potrebbe non essere sufficiente. In questi casi, la manutenzione straordinaria equivale alla sostituzione del serramento o di sue parti sostanziali. Scegliere un serramento moderno con prestazioni elevate (bassa trasmittanza, vetro basso emissivo, ferri di sicurezza) garantisce una durata superiore. Materiali e durabilità Il materiale influenza la frequenza degli interventi. Gli infissi in alluminio con taglio termico richiedono poca manutenzione e resistono bene ad agenti atmosferici. Il PVC necessita di pulizia periodica e controllo di guarnizioni; il legno richiede più attenzione e, nel tempo, potrebbe essere necessario riverniciare o trattare la superficie. Tuttavia, con una posa certificata e una manutenzione costante, qualsiasi serramento può durare decenni. La durata reale di una finestra è il risultato di prodotto di qualità, posa progettata e certificata e manutenzione costante. Una finestra installata a regola d’arte secondo la UNI 11673 dovrebbe mantenere le prestazioni per cui è stata acquistata per almeno trent’anni. Per garantire questa longevità, non affidatevi a installazioni improvvisate: scegliete posatori qualificati, richiedete un progetto di posa e seguite il libretto di manutenzione.